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I TRE SECOLI DEL FLORIAN

Il Caffè dove ho trascorso più giorni – e che giorni! – nella mia vita, oggi compie trecento anni. Trecento.

Caro Caffè Florian, ti auguro oggi più che mai di splendere per altri tre secoli almeno, e che la tua luce possa fulminare all’istante chi ci vorrebbe seduti da Starbucks.

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2 APRILE 1725 – NASCE GIACOMO CASANOVA, L’ITALIANO

Giacomo Casanova è un personaggio storico che l’Italia tutta dovrebbe celebrare nel giorno della sua nascita, non perché abbia compiuto grandi gesta militari o politiche e nemmeno per il suo valore di artista, ma semplicemente per il suo essere, in ogni suo gesto o pensiero, pienamente Italiano come nessuno prima di lui. Purtroppo viene sempre ricordato – un tempo con vergogna, ora con compassionevole ilarità – unicamente per la sua fama di seduttore e, al limite (ma solo tra i più eruditi), anche per la sua leggendaria fuga dalle carceri veneziane dei Piombi.

Scrittore, matematico, filosofo, esoterista, gastronomo, diplomatico, spia, alchimista, viaggiatore instancabile e innamorato dell’Universo Femminile, Casanova fu invece uno dei prodotti più felici dell’Italia settecentesca, di cui ha portato alla massima espressione i vizi e le virtù (che a ben vedere sono identici agli attuali). Non c’è paese europeo che non abbia toccato, né attività che non abbia intrapreso, né personalità che non abbia incontrato – da Voltaire a Mozart, passando per Luigi XV e Caterina di Russia – perfettamente a suo agio sia nel cosmopolitismo dell’aristocrazia che nel particolarismo delle classi popolari.

Un “filosofo in azione” lo definisce entusiasticamente Philippe Sollers, uno dei maggiori intellettuali francesi (e non stupisce che le perle da noi trascurate debbano sempre essere notate dagli stranieri), parlando del monumento che ci ha lasciato, tra gli scritti più importanti al mondo per comprendere e vivere il XVIII secolo europeo: la “Storia della mia vita”, ponderosa opera autobiografica in vari tomi che tuttavia scorre lieve, pregna di quella freschezza e “joie de vivre” tipica dell’Ancien Régime. Perché Casanova fu pienamente figlio del suo tempo, senza mai rinnegarlo e anzi rimpiangendolo dopo gli eccessi della Rivoluzione Francese, come fu figlio della sua patria che, sebbene all’epoca fosse la Repubblica di Venezia, rappresenta come la Firenze dantesca l’Italia intera.

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L’ULTIMO CARNEVALE DEL MONDO

Vi giuro, quel giorno Venezia era così. Nessun filtro. Un cielo al tramonto che sembrava uscito dal pennello di Tiepolo, il riflesso sui canali immobili di bassa marea e un silenzio assoluto, imprevisto per l’ultima domenica di carnevale, il giorno in cui tutto precipitò.

A dire il vero non avevamo capito molto, quando appena risorti dai bagordi notturni ci vomitarono addosso messaggi e telefonate: coronavirus, carnevale cancellato, feste vietate, partenze di massa, quarantene, contagi, morti.

Al carnevale la percezione degli eventi esterni alla laguna è falsata e trasfigurata, sempre ammesso che avvenga. Per cui – dopo aver ricevuto assicurazioni sulla nostra unica preoccupazione, ossia il regolare svolgimento delle feste in programma – accogliemmo tali notizie con una singolare eccitazione aromatizzata dall’inquietudine: chi eravamo dunque noi che ci aggiravamo in tricorno, parrucca e bastone tra sparuti e impauriti viandanti in mascherina chirurgica? Dov’erano i confini del mondo ora improvvisamente ridotto a quell’intrico di calli e canali tinti di rosa? Ci avrebbero forse relegati lì, in quarantena, con nient’altro da indossare se non costumi settecenteschi e nient’altro da bere se non prosecco? Di questo si parlava la sera alla festa, e in tutti gli occhi leggevo la malcelata speranza che si potesse finire proprio così, in un turbine di baccanali tra soffitti affrescati e damaschi e arabeschi, abbigliati in abiti e belletto di secoli passati, sopraffatti dalla splendida depravazione della fine, come in un dipinto manierista di orge da basso impero, o nella sempiterna fascinazione degli ultimi giorni della Serenissima: l’ultimo carnevale del mondo.

Ma in questo, di mondo, non si riesce più a concepire poeticamente la vita, figuriamoci la morte. Anche il coronavirus, anziché ispirare poeti come fece la peste per Boccaccio, viene ridotto a uno sterile elenco di statistiche e danni economici. Però quel giorno, a Venezia, il tramonto aveva quella luce, mai vista una luce così. O forse non me ne sono mai accorto prima, perché la Bellezza si rende più evidente proprio nei momenti tragici. Non salverà il mondo, certo, ma può regalarci una fine sublime.

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LE FONDAMENTE NOVE

“Davanti alle Fondamente Nove cercava l’ispirazione da quell’inutile sole invernale, che avrebbe donato ancora per qualche minuto pallidi riflessi paglierini all’isola di San Michele.”

da “Il Sole a Occidente”, parte III, cap. IV

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I TETRARCHI

Sempre lì ad aspettarmi, i Tetrarchi, a ricordarmi l’ispirazione che mi donarono ormai dieci anni fa, quando scrissi in un mese di isolamento veneziano “Il sole a Occidente” ora tradotto anche in francese come “L’ange de la décadence”.

Proprio loro hanno dato il titolo a una sezione del romanzo, che si conclude con queste parole, quando i quattro protagonisti si abbracciano:

“Un solo corpo, una sola emozione che può volare più in alto di qualsiasi altra cosa. E in questo preciso istante i Tetrarchi tornano a essere quel blocco unico di porfido, quell’unità originaria contenuta nella pietra prima che lo scalpello di quell’ignoto scultore bizantino la portasse allo scoperto, sciogliendola per sempre.”

Eventi, Media

CA’ ZENOBIO, VENEZIA

Presentazione della versione francese del mio romanzo “Il sole a occidente” dal titolo “L’Ange de la décadence” (ed. La Tour Verte) il 2 marzo 2019 a palazzo Zenobio degli Armeni, a Venezia, durante una festa in costume per il Carnevale.

Eventi, Media

CENTRALE – VENEZIA

Presentazione in anteprima de “Il sole a occidente” al ristorante “Centrale” di Venezia, nella domenica di Carnevale del 7 febbraio 2016, supportato da Alex Pietrogiacomi e Massimiliano Mocchia di Coggiola per il numeroso pubblico intervenuto in costume storico. Non poteva esserci anteprima migliore!