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L’ITALIA MORALISTA E BENPENSANTE COLPISCE ANCORA

Apprendo oggi che un’associazione italiana di esuli ha rifiutato di presentare il mio romanzo “Sulla cima del mondo” perché ha un CONTENUTO SESSUALE TROPPO ESPLICITO. Per questo motivo nemmeno ne consiglierà la lettura agli associati.

La censura, del tutto inaspettata, piomba in un giorno dell’Italia del 2019 e non del 1919, quando i futuristi combattevano la loro santa lotta contro l’Italia borghesuccia e bigotta, la stessa lotta di quei giovani pieni di ideali nella breve stagione fiumana, quelli che venivano chiamati le “teste calde”, gli “scalmanati”, che volevano cambiare il mondo, che sognavano l’amore libero, la parità dei sessi e il superamento della morale borghese.

E mentre lottavano, SCOPAVANO. Sì, scopavano, e pure tanto, al di là di ogni regola: amori eterosessuali, omosessuali, bisessuali, che piaccia o no.

Nell’Italia di allora fu un comprensibile scandalo (come dimenticare le lettere del bacchettone Turati alla Kuliscioff?) e non sorprende che fu uno dei motivi per l’annientamento di Fiume, ormai considerata, in malafede, solo un immenso puttanaio. Ma adesso, a distanza di un secolo, mi si accusa di essere troppo sessualmente esplicito. Avrei forse dovuto occultare – come molti hanno già fatto – questa parte così importante dell’avventura fiumana? No di certo. Allora in che modo pensano, questi signori, possa narrare un giovane del tempo le sue avventure erotiche? Utilizzando grotteschi eufemismi come “feci volare il mio uccellino nel suo bosco incantato”? Oppure “lei assaggiò il mio gelato alla vaniglia”? No, il protagonista usa le parole che si utilizzavano e si utilizzano tuttora: cazzo, fica, culo. Tutto qua. Senza peraltro scadere mai, dico MAI, nella volgarità o nella pornografia.

Povera Italia ancora imbevuta di Manzoni e De Amicis, di quelle biblioteche stantie che Marinetti voleva (simbolicamente) distruggere, assieme al chiaro di luna e agli “oh, caro”! Se pensavate di trovare l’ennesimo romanzo elegiaco sull’Impresa di Fiume, irredentista e patriottico, fatto di fulgidi eroi asessuati di sani principi, di buoni sentimenti e devoti al Re e alla Patria, avete sbagliato. Io cerco di narrare quella parte di verità che si è voluta nascondere per decenni, e lo faccio senza giri di parole, con personaggi veri e irriverenti che non si vergognano di mostrare le loro parti “scabrose”.

E come il tenente Guido Keller, che invocava l’amore libero e praticava il nudismo sulle spiagge di Fiume scandalizzando le signore in corsetto (che tuttavia prendevano il binocolo per vederlo meglio), concludo con un giocondo ME NE FREGO.

Ringrazio sempre la modella Nolwen Smet (cui ho dovuto a malincuore tagliare la parte di foto che mostrava i capezzoli, per non incorrere anche nella censura di Facebook… ma questo è un altro penoso discorso che non voglio nemmeno cominciare) e Xstudios per l’elaborazione grafica.

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