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OTTANT’ANNI FA

I nonni paterni Italo e Clara ad Ascoli Piceno, ottant’anni fa, in piena guerra.
Amo la spontaneità di questa foto e in particolare la delicatezza quasi smarrita con la quale mio nonno si appoggia al braccio di lei, invertendo la prassi. È lui a indossare la divisa, ma dal piglio, lo sguardo e il passo deciso, l’ufficiale sembra lei.

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LE FORZE DELL’OSTACOLO

In questo particolare del maestoso “Fregio di Beethoven” di Klimt, da me fotografato alla mostra tuttora in corso a Palazzo Braschi (che vi invito caldamente a visitare), sono rappresentate le “forze dell’ostacolo” nella figura del mostro-scimmione Tifeo (rappresentazione delle forze materialiste) circondato dalle Gorgoni e da altre figure che simboleggiano i vizi.

Tale raffigurazione occupa la parte centrale delle tre in cui è diviso l’affresco, concepito come il percorso evolutivo dell’essere umano per raggiungere la felicità, qui rappresentata dal congiungimento con la donna amata. Quello del percorso evolutivo costellato da difficili prove è un tema da sempre presente, in varie declinazioni, in tutte le forme d’arte, dalla letteratura al teatro, dalle arti figurative alla danza.

Chiaramente la parte più dura del cammino è proprio l’incontro con le “forze dell’ostacolo” che vanno sconfitte e superate… Ma chi sono queste entità presenti in ogni tempo, filosofia o religione? Sono “buone” o “cattive”? Se consideriamo “buono” tutto ciò che favorisce l’evoluzione interiore e “cattivo” ciò che la ostacola, a tutta prima potremmo collocarle nella schiera dei “cattivi”, come appunto le ha rappresentate Klimt. Tuttavia, a uno sguardo più ampio, è proprio l’incontro e il relativo superamento di tali ostacoli che permette all’uomo di acquisire determinati gradini evolutivi altrimenti impossibili da raggiungere. Dunque, se l’uomo le supera ed evolve, si rivelano a posteriori entità “buone”; se al contrario soccombe ad esse, regredendo nella sua evoluzione, hanno avuto il ruolo di “cattive”.

La realtà è che non sono né buone né cattive, esse semplicemente “esistono” e svolgono il loro lavoro di ostacolatrici, poi è l’uso che ne fa l’individuo a donare loro una dimensione morale. Siamo sempre noi la misura di ogni cosa. E dobbiamo sempre tenerlo presente, in particolare in momenti “ostacolatori” come quello che stiamo vivendo, quando ci viene voglia di inveire contro il mondo o, peggio, di piangerci addosso, ciechi alle possibilità evolutive che ci offre una situazione impegnativa come l’attuale.

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RIFLESSIONI BLU

“Riflessioni blu su bicchiere vuoto”

(gessato su capitonné a tecnica mista, collezione privata, 2021)

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ADIEU, TOUR VERTE!

Après des années de publications extraordinaires, la maison d’édition La Tour Verte ferme définitivement ses portes. Plus que quelques exemplaires de mon roman qui ne sera plus réimprimé.
Il y a la possibilité de recevoir « L’Ange de la décadence » pour 9 euros plus frais de port. N’hésitez pas à commander votre exemplaire en écrivant à l’adresse mail suivante :

christelleroux70@yahoo.com

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NEL VECCHIO CIMITERO

Cimitero Acattolico di Testaccio, Roma.

Fra il Mio Paese – e gli Altri
C’è un Mare
Ma i Fiori – negoziano tra noi
Come Ministri.

(Emily Dickinson, “Nel vecchio cimitero”, 1864)

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CIÒ CHE RESTA

Ciò che resta
di un’estate
passata troppo in fretta.

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I TEMPI MIGLIORI

Non c’è niente da fare. Ogni volta che inizio a riordinare le foto, ogni volta convinto di poter finalmente arrivare a un risultato concreto, mi areno puntuale sulle vecchie fotografie di famiglia e rimando i propositi a tempi migliori. Il problema è che ho l’impressione che i tempi migliori siano già passati da un pezzo: in questa foto la bisnonna Vittoria ai primi del ‘900 in Alessandria d’Egitto.

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IL RATTO DI GANIMEDE

Non è un’installazione. O forse è l’installazione per eccellenza. Si trova nella stanza più bella di Palazzo Grimani, a Venezia, chiamata “Antiquarium” per le numerose opere d’arte antica esposte. Dal soffitto al centro della sala, illuminato da luce naturale dall’alto, scende Ganimede rapito da Zeus in forma di aquila, scultura romana su modello ellenistico. Altro che cavalli imbalsamati o banane incerottate.